ALBANIA DA SCAFISTA A IMPRENDITORE EDILE CONVERTITO ALLA RELIGIONE ISLAMICA.

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Il suono della bianca Moschea alla periferia di Durazzo fa pensare all’estremo Oriente. La voce dell’Imam riecheggia nel silenzio delle povere case della collina albanese che quasi s’inchinano al suono della preghiera islamica. Ci viene incontro Petrit Qoli, giacca e cravatta, sorriso cordiale e modi affabili. Dopo anni passati in mare, prima da scafista e poi da trasportatore di pesce, Petrit è oggi un imprenditore edìle convertito all’Islam. Ha 40 anni ed è sposato con Alita, dalla loro unione è nata Eyana, una ragazzina di 14 anni. Agli inizi degli anni ’90 con la caduta del regime comunista e l’ondata di migrazioni verso l’Italia, tanti giovani albanesi attratti dal guadagno facile andarono ad ingrossare le fila della criminalità rivestendo il ruolo di scafisti. Petrit era uno di loro, amava il guadagno facile e la vita estrema ed infatti beveva alcolici, fumava e si drogava. Trasportava fino a 20 persone per viaggio su un gommone di nemmeno 8 metri di lunghezza. Ad un certo punto smise con il lavoro delinquenziale e con i soldi guadagnati acquistò una piccola imbarcazione attrezzata per il trasporto di pesce. Un’attività che gli permise in breve tempo di ampliare i suoi orizzonti e di diventare imprenditore edìle. Costruì alcuni tra i palazzi più alti di Durazzo e tra gli acquirenti conobbe un direttore di banca, l’uomo responsabile della sua conversione alla religione islamica. La fede lo spinse a costruire una bellissima Moschea sulle fiorenti colline di Durazzo.

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