Il 12 Maggio 1977, nell’anniversario della vittoria referendaria sul divorzio, Giorgiana Masi, una studentessa romana di 19 anni, muore colpita al torace da un proiettile nel corso di una manifestazione a Piazza Navona per la raccolta delle firme sugli “8 referendum contro il regime”. La manifestazione, voluta dai radicali e dai gruppi della nuova sinistra per protestare contro il restringimento degli spazi di agibilità politica e il clima oppressivo favorito dall’appoggio esterno del PCI al cosiddetto “governo delle astensioni”, era stata indetta nonostante l’assoluto divieto di manifestazione in vigore a Roma dopo la morte, il 21 aprile, dell’agente Passamonti nel corso di scontri di piazza. In un comunicato dell’11 maggio, indirizzato all’allora Ministro degli Interni, Francesco Cossiga, le organizzazioni promotrici della manifestazione avevano ribadito il carattere assolutamente nonviolento dell’evento, rinunciando ad ogni caratterizzazione politica della manifestazione che, annunciavano, si sarebbe svolta solo come festa musicale, senza comizi e interventi politici. La mattina del 12 maggio a Piazza Navona, oltre a migliaia di manifestanti, erano presenti tre pullman della polizia e un autocarro dei carabinieri. Dopo un primo tentativo di rimozione degli impianti di amplificazione montati sul palco, intorno alle 14.00 le forze dell’ordine intensificano il blocco alle strade di accesso a Piazza Navona. Alle 15 iniziano i primi tafferugli ed incidenti, tra lanci di …
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